“Abbiamo un sistema molto più preparato del 2022 per affrontare la crisi energetica, come distributori abbiamo un ruolo importante perché ci sono azioni che bisogna continuare a proseguire per diversificare le fonti e per incrementare la produzione locale, occorre aumentare altre fonti come ad esempio il biometano che sta crescendo molto negli ultimi mesi”. Così l’ad di Italgas Paolo Gallo al termine dell’assemblea dei soci commentando la situazione geopolitica ed eventuali impatti sugli approvvigionamenti. “Nel periodo 2022-2023 l’Italia fu in grado di mettere in campo misure di contenimento dei consumi significative che ci permisero di superare una crisi molto complicata – spiega – Ma il ruolo delle infrastrutture è quello di pensare non solo a quello che succede nell’immediato ma come evitare che in futuro possa riaccadere”.
Al momento Italgas ha 14 impianti di produzione connessi, che alimentano circa 200mila famiglie. L’obiettivo è arrivare a 50 impianti a fine anno, connettendo 300mila famiglie. Ad ora la produzione italiana di biometano è di 800 milioni di metri cubi. “Il Pniec – ha precisato Gallo – prevede di arrivare a 6 miliardi di metri cubi al 2030 che rappresentano lo stesso ammontare di Gnl importato dal Qatar”.
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