“La tutela dell’ambiente è tema prioritario, sul quale lavoreremo con chiarezza e fermezza. Nondimeno, la ripresa delle attività estrattive è utile e necessaria al Paese. Per questa ragione ritengo importante e giusto sfatare subito alcune interpretazioni, che rischiano di generare confusione soprattutto in chi vive con e per il mare in Adriatico”. Lo dichiara il vice ministro all’Ambiente e la sicurezza energetica, Vannia Gava. “In stretto contatto con i maggiori operatori del settore, stiamo accertando l’eventuale impatto ambientale delle novità introdotte in Consiglio dei ministri finalizzate alla riattivazione dell’estrazione di gas nazionale. In particolare, l’opportunità di sviluppare alcuni campi dell’Alto Adriatico con un potenziale associato stimato in circa 13 GSm3 di gas, localizzato in due concessioni di cui Eni è operatore in partnership con Energean. I giacimenti – assicura il viceministro – si trovano ad una distanza dalla costa variabile fra i 17 ed i 27 km e verrebbero sviluppati con tecnologie note e già consolidate da Eni. La deroga, sia chiaro – aggiunge -, è concessa a condizione imprescindibile della preventiva presentazione di un’analisi tecnico-scientifica e di un programma di monitoraggio, ma, soprattutto, dopo accurata verifica circa l’assenza di effetti di subsidenza sulle linee di costa”. (Segue)
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