L’industria europea sfida Stati Uniti e Cina nella corsa alla fusione nucleare. Oltre trenta aziende, fra cui le italiane Eni e Walter Tosto, hanno deciso di formare un consorzio per realizzare Alpha, una centrale a fusione nucleare sperimentale basata sulla tecnologia del confinamento magnetico. Lo riporta Il Corriere della Sera che sottolinea come al centro del progetto c’è una startup europea, Proxima Fusion, guidata dal fisico italiano Francesco Sciortino. Ieri la società ha avviato il percorso per trasformare la ricerca — in cui l’Ue eccelle — in un progetto industriale. Proxima Fusion ha infatti siglato un protocollo d’intesa con il colosso dell’energia tedesco Rwe, il Land della Baviera e l’istituto Max Planck per accelerare il percorso verso la prima centrale a fusione nucleare basata sulla tecnologia stellarator.
L’accordo siglato ieri «è un segnale forte e visibile a livello internazionale che dimostra come l’Europa stia plasmando attivamente il suo futuro energetico», ha detto Sciortino. Negli ultimi mesi i progetti di fusione nucleare stanno ottenendo investimenti in quantità: gran parte dei fondi è andata sinora alle startup statunitensi, mentre le sette startup europee hanno ottenuto circa un miliardo, il 10% del totale. Dalla fondazione nel 2023, in particolare, Proxima ha raccolto 200 milioni, anche da soggetti italiani come Cdp Venture, i fondatori di Satispay e club degli investitori.
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