“Nonostante gli interventi del governo per l’energia elettrica, l’Italia continua ad avere prezzi più alti dei nostri competior europei: rispetto la Francia è più del doppio, perché lì si è deciso di applicare un freno all’aumento delle tariffe. Lo stesso è accaduto in Spagna e in Germania”. Lo dice Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, in una intervista a Il Sole 24 Ore. Sangalli chiede “più coraggio” all’esecutivo di Giorgia Meloni: “Sul tema energia ci vuole più coraggio, si rafforzano i crediti d’imposta energetici e si prorogano a settembre i termini per la loro fruizione. Tuttavia, non essendo stata prorogata la scadenza per la comunicazione all’Agenzia delle entrate degli importi dei crediti maturati – rimasta al 16 marzo – di fatto si preclude alle imprese l’utilizzo dei crediti stessi. Si sterilizzano gli oneri di sistema, ma alle sole utenze con potenza disponibile fino a 16,5 kW, escludendo gran parte del sistema produttivo. Sono interventi riferiti al solo primo trimestre del 2023. Occorre poi prorogare, almeno per il 2023, la fine della maggior tutela di prezzo per le forniture di energia elettrica delle microimprese ed introdurre la possibilità di un ammortamento di lungo periodo dei costi energetici”.
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