“Non sarà la replica del 2022”. Così Paolo Scaroni, presidente dell’Enel (e del Milan, oltre che ex ceo di Eni) in una intyervista con Il Sole 24 Ore. La situazione dovrà arrivare presto a una svolta perché è nell’interesse di tutti, “anche dei pasdaran, che già in passato si sono dimostrati pragmatici e cercheranno un compromesso che salvi la faccia, se vogliono conservare il potere”. E ancora: “Almeno a quanto leggo, l’Iran è privo di difese aeree e marittime – sottolinea Scaroni – Ogni giorno americani e israeliani scaricano sul suo territorio centinaia di bombe e missili. E Teheran non sembra in grado di reagire: anche quando ha colpito obiettivi sensibili fuori dai suoi confini, con droni e qualche missile, i suoi attacchi si sono rivelati di forza limitata. Credo che a un certo punto tutto questo dovrà finire e sicuramente lo pensano anche americani e israeliani. Questo sul piano militare. Per il cambio di regime è un altro discorso: ci sono ancora molti punti di domanda, così come sugli strascichi del conflitto sulle relazioni in Medio Oriente”. Scaroni spiega: “L’Iran ha attaccato tutti i Paesi dell’area, anche quelli che si consideravano amici. E non penso che potranno dimenticarlo. Questo aumenterà ancora di più una distanza tra l’Iran e gli ‘altri’ che c’è sempre stata, per almeno tre motivi: primo, perché è una repubblica, sia pure sui generis, circondata da monarchie; in secondo luogo, in ambito religioso, perché l’Iran è sciita e gli altri quasi tutti sunniti; e terzo perché gl iraniani sono indoeuropei e non arabi”.
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