Gli ambasciatori dei 27 Stati membri Ue si riuniranno oggi dalle 10 nel comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue (coreper) per discutere, tra le altre cose, le sorti dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio, in particolare quello prodotto da nucleare. L’obiettivo è quello di trovare una soluzione comune tra i governi sul riferimento all’idrogeno a basse emissioni di carbonio nella direttiva sulle energie rinnovabili (RED II), così da sbloccare l’impasse e garantire domani al Consiglio Ue dell’Energia l’adozione del cosiddetto pacchetto gas in agenda dei ministri. I due testi sono collegati dal momento che l’articolo 8a della direttiva sul gas stabilisce un collegamento tra l’idrogeno rinnovabile e l’idrogeno a basse emissioni di carbonio della direttiva rinnovabili, in corso di revisione. “C’è una minoranza di Paesi Ue che chiede che l’energia prodotta da nucleare sia conteggiata ai fini del raggiungimento dei target rinnovabili nella direttiva RED, mentre c’è una maggioranza di Paesi che resta contraria”, ha spiegato un alto funzionario alla vigilia del Consiglio energia. La presidenza svedese è al lavoro per trovare una soluzione e rimane fiduciosa di poter trovare un accordo. I ministri dell’energia cercheranno domani di raggiungere un ‘approccio generale’ sul pacchetto gas, che sarà la posizione degli Stati nei negoziati con l’Europarlamento.
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