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Erbil, Crosetto: Avvisato subito maggioranza e opposizione, bisogna ragionare insieme

“Il mio primo assillo è la messa in sicurezza di tutti”. Lo dice il Ministro della Difesa Guido Crosetto. E Il secondo è sul contingente in Libano: “È in atto una valutazione con le parti in causa per vedere se esistono le condizioni per continuare la missione o no”. Nell’intervista a Il Corriere della Sera, Crosetto spiega che la prima cosa che ha fatto nella notte di mercoledì, appena saputo dell’attacco a Erbil, dopo aver avvertito la premier e i due vicepremier, è stata quella di mandare “un messaggio a tutti i leader dei partiti. Di maggioranza e di opposizione”. Crosetto ha informato subito tutti perché “esiste il 95% di temi su cui maggioranza e opposizione possono scontrarsi, ma questo no. Questo riguarda tutti gli italiani — la nostra sicurezza, la guerra fatta da altri, le conseguenze politiche ed economiche — e dovrebbe essere materia sulla quale non si battibecca per interessi di bottega ma ci si siede a un tavolo e si ragiona insieme. Io mi aspetto che lo faranno. Ci sono forze politiche che sono ben consce di ciò che sta accadendo. Non è su questo terreno che possiamo permetterci di scontrarci”.
Poi sull’opposizione che accusa il governo di essere succube dell’America, argomenta: “A me pare esattamente il contrario. Cosa dovremmo fare di più, secondo loro? La guerra a Usa, Russia, Iran? La premier è stata chiarissima in Parlamento: questa non è la nostra guerra, non l’abbiamo voluta, non ne facciamo parte. Stiamo operando in ogni modo perché si torni al tavolo e alla diplomazia. E cerchiamo di far esprimere l’Europa con una voce sola, unita, come ho fatto in accordo con lei nella riunione dell’E5, spingendo su due punti fondamentali”. Ovvero: “Il primo è chiedere ufficialmente, come hanno fatto India e Cina, di permettere il passaggio ad Hormuz delle navi di Paesi che non sono in guerra. Gli unici che non subiranno aumenti dei prezzi di petrolio e gas saranno Usa e Russia. Tutti gli altri sì, anche se noi abbiamo da tempo operato per aprire canali con l’Algeria, con l’Azerbaigian e altri Paesi con i quali, negli anni, ci siamo spesi come governo e io personalmente”. E inoltre “che per un periodo limitato si sospendano le scelte burocratiche che fanno sì che, per noi, i costi dell’energia siano del 40% superiori agli altri Paesi, ad esempio. È minimo buonsenso e non serve perdere tempo per farlo».

redazione

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