“C’è chi pensa che la transizione verde possa avvenire solo legandoci mani e piedi all’elettrico cinese. E chi, come noi, è convinto invece che la strada da seguire sia quella della neutralità tecnologica. Noi vogliamo un’Europa che si occupi di poche cose ma importanti, come la politica estera e di sicurezza comune, lasciando tutto il resto alla libertà e alla sovranità delle Nazioni. In altre parole, non faccia Bruxelles quello che può meglio fare Roma. E non faccia Roma quello che può fare meglio Bruxelles”. Così la premier Giorgia Meloni in un colloquio con il Secolo d’Italia. Per la presidente del Consiglio “in questo frangente l’Europa è a un bivio. Il referendum è su questo: tra un’Europa che vuole continuare ad essere un enorme “ente regolatore” della vita dei cittadini, quando il resto del mondo investe, produce e allarga – non sempre in maniera democratica – la propria sfera di influenza – spiega – e un’Europa che invece vuole recuperare la visione dei Padri fondatori, ripartire dalla cooperazione tra Nazioni sovrane e investire sulla propria autonomia strategica. A partire dalla questione energetica…”
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