“Il Genius Act prevede che le stablecoin siano collegate al dollaro, ma introduce controlli molto limitati. Solo oltre i 10 miliardi di emissione scattano regole più severe e non sono chiare le sanzioni. Turba il fatto che la famiglia Trump abbia un’autorizzazione particolare ad operare in questo settore. Tutto ciò in un contesto in cui abbiamo già visto truffe enormi come FTX, Terra o Luna, che hanno bruciato miliardi di dollari e un numero imprecisato di risparmiatori”. Lo dice Corrado Passera, fondatore di Illimity, già ceo di Intesa Sanpaolo e ministro nel governo Monti. In una intervista a La Stampa aggiunge: “Quello che stiamo creando, invece, è un rischio sistemico. Permettere a privati di stampare moneta significa riaprire la strada a inflazione, speculazioni, bolle, truffe. E poi c’è un altro pericolo: dare a colossi che già dominano i dati personali di tutti noi anche la possibilità di controllare il nostro portafoglio attraverso loro monete. Sarebbe un potere enorme sui nostri comportamenti quotidiani. La moneta deve restare un bene pubblico, gestito da istituzioni democratiche. Non è un’attività che si può privatizzare senza conseguenze gravissime”. Poi Passera parla dell’Europa e della risposta che può dare: “L’euro digitale. È l’unico strumento che può dare all’Europa la stessa flessibilità tecnologica e quindi lo stesso spazio di innovazione di cui si fanno portatrici le stablecoin senza esporci ai rischi del free banking. Non dobbiamo inoltre dimenticare che le stablecoin oggi sono quasi tutte in dollari. Questo rafforza l’egemonia del dollaro e indebolisce l’euro. È un tema geopolitico, prima ancora che finanziario. Accelerare sull’euro digitale è fondamentale. Non farlo significa lasciare agli Stati Uniti e ai cinesi il controllo dei pagamenti internazionali e il monopolio di monete di riserva”.
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