“Insieme abbiamo imposto un prezzo elevato all’aggressione della Russia. L’Unione europea da sola ha vietato quasi il 55% delle esportazioni verso la Russia prima della guerra (50 miliardi di euro all’anno) e più del 60% delle importazioni prima della guerra (90 miliardi), per privare Mosca di beni e tecnologie avanzate e per tagliare i suoi flussi di entrate vitali”. E’ quanto ha sottolineato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla sessione dedicata all’Ucraina del vertice G7 in corso a Hiroshima, in Giappone. Von der Leyen ha preso atto del fatto che “le nostre massicce sanzioni vengono sempre più aggirate. È straordinario vedere i dati commerciali e le prove sul campo. Le esportazioni di alta tecnologia verso Paesi terzi, dai microprocessori e dai sensori per i missili da crociera russi ai chip per le apparecchiature di comunicazione militare, arrivano in Russia e finiscono nelle armi utilizzate contro l’Ucraina sul campo di battaglia. Dobbiamo porre fine a tutto questo. Le nostre nuove misure dell’UE mireranno quindi all’elusione o all’evasione da parte di operatori di questi e altri Paesi”, ha detto in riferimento all’undicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, sul tavolo degli ambasciatori Ue.
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