“Stiamo lavorando a stretto contatto con la Commissione Ue e il gabinetto della presidente Ursula von der Leyen da circa un paio di mesi. Il concetto da capire è che ciò che è successo non riflette un bisogno o una mancanza di gas, ma la volatilità e per certi versi la speculazione di un certo mercato”. Lo dice il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al Festival dell’Economia di Trento, parlando del tetto massimo al prezzo del gas deciso in settimana dall’Europa. “E’ una misura transitoria, che non dura tutta la vita perché nessuno vuole attaccare il libero mercato, che evita picchi in cui il gas tocchi picchi da 150 euro a megawattora”, spiega. Poi, parlando della trattativa in Europa, sottolinea: “Che il messaggio sia passato era tutt’altro che scontato, perché avevamo tutti contro in nome di un libero mercato che non andava perturbato. Il nostro argomento è stato: non è il libero mercato ad essere perturbato, ma sono gli europei ad esserlo. Quindi, non possiamo avere tutta l’Europa perturbata, cerchiamo di trovare un equilibrio. Diciamo che è passato il concetto, che intanto è già un’arma di dissuasione di queste volatilità eccessive”.
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