La proposta della Commissione europea di ridurre i consumi di gas del 15% dal primo agosto al 31 marzo 2023 non piace ai governi europei, che hanno sollevato molte perplessità in seno al Consiglio. A quanto si apprende a Bruxelles, tra i punti più critici e divisivi del piano di riduzione della domanda c’è la questione dell’obbligatorietà del target e il fatto che il target sia lo stesso per tutti (molti Stati membri considerano il 15% troppo ambizioso e difficile da raggiungere). L’Italia, spiegano fonti diplomatiche, è al momento tra gli Stati membri più critici della proposta proprio su questi punti, ma il quadro rimane frastagliato. Quasi unanime la contrarietà degli Stati membri a conferire più poteri alla Commissione europea nel dichiarare lo stato di allerta di fronte a una crisi di approvvigionamento.
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