Nell’articolo scritto per il Corriere della Sera, i commissari europei Gentiloni e Breton affrontano in profondità il problema della crisi energetica: “Per le imprese, dobbiamo continuare a coordinare i nostri sforzi per aiutarle a preservare la loro competitività e i loro posti di lavoro, prestando al contempo molta attenzione al mantenimento di condizioni di parità nel nostro mercato interno. In questo contesto, il massiccio pacchetto di aiuti da 200 miliardi di euro deciso dalla Germania (pari al 5% del Pil) risponde alla necessità — da noi invocata — di sostenere l’economia, ma solleva anche degli interrogativi. Come possono gli Stati membri che non hanno gli stessi margini di bilancio sostenere le imprese e le famiglie?”. La domanda porta a risposte: “Dobbiamo evitare più che mai di frammentare il mercato interno, di creare una corsa ai sussidi e di mettere in discussione i principi di solidarietà e di unità che sono alla base del nostro progetto europeo. Ciò è tanto più vero in un momento in cui gli Stati Uniti stanno adottando misure senza precedenti per attrarre investimenti nell’ambito dell’Inflation Reduction Act”. E ancora: “Per stabilire una risposta coordinata da parte nostra, e mentre i 27 stanno cercando di mobilitare risorse facendo tutti appello al debito per far fronte allo shock simmetrico dei prezzi dell’energia, la capacità di indebitamento non può essere valutata solo sulla base del loro debito pubblico ‘osservato'”.
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