La Serbia si trova in una “situazione quasi senza speranza” a seguito della decisione del Consiglio dell’UE di eliminare gradualmente gli acquisti di gas russo. Lo ha annunciato il ministro serbo delle Miniere e dell’Energia Dubravka Djedovic-Handanovic e lo riporta l’agenzia Tass. “La Serbia si trova in una situazione estremamente difficile e quasi senza speranza, poiché il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato il divieto di transito del gas russo attraverso il territorio dell’Ue verso paesi terzi, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026. Il punto è che la Bulgaria non permetterà al gas russo di passare attraverso il gasdotto Balkan Stream, il che danneggerà anche la Serbia in futuro“, ha scritto il ministro sulla sua pagina Instagram. Secondo la ministra, grazie alle ”ottime relazioni del presidente Aleksandar Vucic con i leader mondiali”, Belgrado spera di trovare una soluzione e sta facendo tutto il possibile per risolvere la situazione attuale.
“Ma la situazione è quasi senza speranza, soprattutto visti gli attuali problemi con la Nis (Naftna Industrija Srbije). Il nostro Paese, che non è coinvolto in alcun conflitto, ha sofferto senza motivo. Nonostante tutto, faremo tutto il possibile, come prima, per garantire che i cittadini non subiscano i problemi che noi stiamo affrontando”, ha sottolineato Djedovic-Handanovic.
La presidente del Parlamento serbo Ana Brnabic ha precedentemente dichiarato di considerare catastrofica la decisione del Consiglio dell’Ue e di non vedere alcuna via d’uscita dall’attuale crisi energetica. Secondo lei, Belgrado conta sul ritorno del presidente serbo Aleksandar Vucic dall’Ungheria e spera che egli sia in grado di offrire una soluzione.
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