Aydin Sezer è un analista turco intervistato da la Stampa sulla battaglia del grano tra Vladimir Putin e l’Occidente. “Se parliamo dell’accordo originale sui cereali non è successo nulla di concreto e nulla accadrà. L’Occidente, l’Onu e gli Stati Uniti non soddisfano le condizioni della Russia (Swift, assicurazioni sui prodotti di esportazione, ecc.). Da questo incontro non ci si aspettava alcun risultato perché Erdogan non è l’interlocutore di Putin”, dice. E aggiunge: “Putin vuole che la banca agricola russa venga inclusa nel sistema Swift. Vuole liberare i beni congelati delle organizzazioni agricole russe all’estero. Vuole ridurre i costi di spedizione e di assicurazione. Vuole che più grano vada ai Paesi poveri”. Sezer spiega però che “al centro degli interessi ci sono le relazioni energetiche tra Turchia e Russia, in particolare il calendario dei ritardi nei pagamenti del gas naturale da parte della Turchia. Ritardi che hanno aiutato notevolmente Erdogan a vincere le elezioni presidenziali lo scorso maggio, in un momento di forte crisi economica per il Paese”.
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