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Groenlandia, ex premier de Villepin: Ue morta se si divide, tenere testa a Trump

Per Dominique de Villepin, fondatore del nuovo partito per partecipare alla sfida dell’anno prossimo per la presidenza della Repubblica, già ex premier ed ex ministro degli Esteri, l’’azione di Trump in Venezuela è un messaggio all’Europa, dalla Groenlandia all’Ucraina: “Certamente, e la nostra risposta deve essere all’altezza. Tranne il premier spagnolo Sánchez, molti leader europei hanno tardato a segnalare la violazione del diritto internazionale. Anche Macron, che poi si è corretto, all’inizio ha salutato la fine del dittatore Maduro, ma non è quello il punto. Gli europei pensano di doversi concentrare sull’essenziale, ovvero la difesa dell’Ucraina, e sono pronti a qualsiasi concessione pur di non disperdersi, pur di non combattere battaglie che considerano già perse. Si sbagliano totalmente. Non dare battaglia sulle tariffe, sul digitale, sul Venezuela, significa perdere credibilità sull’Ucraina. Una credibilità già indebolita dai due pesi e due misure usati per Kiev da una parte e per Gaza dall’altra”. Nel colloquio con il Corriere della Sera poi aggiunge sulla coalizione dei Volenterosi che vede assieme europei e americani: “Nello stesso tempo gli americani dichiarano di volere impossessarsi della Groenlandia, i cui cittadini sono danesi e quindi europei. Niente ci impedirà di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per sviluppare l’intelligence sull’Ucraina o per la difesa antiaerea, non si tratta di fare la guerra all’America, non siamo stupidi. Ma le linee geopolitiche e ideologiche sono ormai tracciate, e noi dovremo attivare tutti i mezzi di deterrenza per difenderci dalle mire americane”.
De Villepin sostiene che siamo a una svolta esistenziale per l’Europa: “Ne sono totalmente convinto. Se gli europei si dividono sull’atteggiamento da tenere di fronte agli Usa, l’Ue è morta. Avremmo dovuto reagire già prima, adesso è tardi ma possiamo comunque avere un soprassalto di dignità. Basta con le umiliazioni, con Ursula von der Leyen che si fa ricevere nel club di golf di Trump in Scozia o Rutte che dice a Trump di considerarlo il daddy di tutti gli europei. La linea americana è esplicita: gli Stati nazione europei vanno indeboliti, aggirati, esautorati, per permettere all’America e alle compagnie hi-tech americane di esercitare il loro dominio. Finché non faremo capire a Trump che possiamo opporci, le sue pretese non faranno che aumentare”.

redazione

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