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Trump punta ancora alla Groenlandia: “Ci serve per la sicurezza nazionale”

A un anno dal suo insediamento alla Casa Bianca e a pochi giorni dall’attacco al Venezuela – e dall’arresto del presidente Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores – il presidente Usa, Donald Trump, è tornato a ripeterlo: la Groenlandia “ci serve per questioni di sicurezza nazionale”, anche perché “è circondata da navi russe e cinesi”. A bordo dell’Air Force One, il repubblicano ha accusato la Danimarca di non essere capace “di garantire” questa sicurezza e ha ironizzato: per farlo, “ha aggiunto una slitta trainata da cani”.

Già due giorni fa la premier danese, Mette Frederiksen, ha ricordato a Trump che gli Usa “non hanno alcun diritto di annettere nessuno dei tre paesi del Commonwealth”, anche perché il Regno di Danimarca – e quindi la Groenlandia – fa parte della Nato “ed è quindi coperto dalla garanzia di sicurezza dell’alleanza”. “Vorrei quindi esortare con forza gli Stati Uniti a porre fine alle minacce contro un alleato storicamente stretto e contro un altro Paese e un altro popolo che hanno affermato molto chiaramente di non essere in vendita”, ha ribadito Frederiksen.

L’operazione militare americana in Venezuela, che ha messo in evidenza l’interesse di Donald Trump per le vaste risorse petrolifere del Paese, ha riacceso i timori per la Groenlandia, ambita dal presidente americano per le sue importanti risorse minerarie e la sua posizione strategica. Tra una ventina di giorni, ha detto Trump, “ce ne occuperemo”.

Nel fine settimana è stata Katie Miller, moglie del vice capo di gabinetto della Casa Bianca, Stephen Miller, a rilanciare la questione. In un post su X ha pubblicato una mappa della Groenlandia con i colori della bandiera americana, accompagnata dalla scritta “Presto”. La Danimarca è un alleato storico e tradizionale degli Stati Uniti, che le forniscono gran parte delle sue armi. Ma il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, su Facebook ha giudicato “irrispettoso” il post di Miller. “Le relazioni tra i paesi e i popoli si basano sul rispetto e sul diritto internazionale, e non su simboli che ignorano il nostro status e i nostri diritti”, ha scritto.

Poco prima di Natale Trump aveva nominato il governatore della Louisiana Jeff Landry, repubblicano, come inviato speciale degli Usa in Groenlandia, scatenando una bufera internazionale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa avevano espresso la loro “piena solidarietà con la Danimarca e il popolo della Groenlandia”. “L’integrità territoriale e la sovranità sono principi fondamentali del diritto internazionale”, avevano ribadito.

Elena Fois

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