Un aumento del 30% della produttività nei servizi informatici potrebbe far crescere la produzione dell’area euro del 3,8% entro il 2030 e del 4,1% nel lungo periodo. È quanto emerge dalla simulazione presentata da Philip R. Lane, membro del Comitato esecutivo della Bce, nel suo discorso sull’intelligenza artificiale e l’economia al simposio della Federal Reserve Bank di San Francisco. La simulazione stima che, in questo scenario, l’occupazione nel settore informatico diminuirebbe del 4,4%, mentre i salari reali aumenterebbero del 4,3%. Per gli impiegati in attività amministrative al di fuori del comparto informatico, l’occupazione calerebbe dello 0,9% e i salari reali salirebbero del 3,2%. Per dirigenti, professionisti e tecnici, i salari reali aumenterebbero del 4,4% senza variazioni dell’occupazione; per i lavoratori manuali e dei servizi, l’incremento salariale sarebbe del 5,4%, sempre senza variazioni occupazionali. Lane sottolinea che “il processo di adozione dell’intelligenza artificiale si trova ancora in una fase relativamente iniziale e l’entità e i tempi del suo potenziale trasformativo per l’intera economia rimangono altamente incerti”.
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