“A livello mondiale ci sono due filosofie contrapposte: una visione americana che mette l’innovazione tecnologica al centro grazie a incentivi e sgravi fiscali con lo scopo di mantenere una supremazia che oggi oggettivamente gli Stati Uniti hanno. C’è poi una visione europea che invece parte da una difesa di quelli che sono i diritti fondamentali dell’uomo, che quindi mette al centro l’uomo e la protezione della privacy e dei dati, ma direi anche del copyright, di quelle che sono appunto le libertà fondamentali dell’uomo”. Così Walter Renna, 42 anni, nominato da Swisscom come ceo della newco nata dalla fusione tra Fastweb e Vodafone, sull’intelligenza artificiale. Come sottolinea a Il Sole 24 Ore “se perdi il controllo sui dati inevitabilmente ti esponi a tanti rischi, non solo regolamentari, ma proprio rischi di business e questo va in qualche modo affrontato. Noi siamo un’azienda che comunque deve innovare il suo business model. Siamo in un mercato che non lascia scampo. Per noi l’intelligenza artificiale è uno dei pilastri fondamentali di questa innovazione. Noi gestiamo dei dati che sono molto sensibili”. E ancora: “Due approcci così differenti sul mercato generano asimmetrie. Se l’Europa vuole essere competitiva e favorire la crescita di campioni continentali, deve garantire un quadro normativo equo, applicando le stesse regole a servizi analoghi, siano essi di connettività o Ict, indipendentemente dalla nazionalità di chi li offre”.
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