Il commercio internazionale ha continuato a crescere nel 2025, in un contesto profondamente diverso
rispetto alle fasi di più intensa integrazione dei mercati. Le tensioni geopolitiche e commerciali incidono in misura crescente sulla direzione degli scambi e degli investimenti, mentre il ricorso a dazi, sussidi e altre misure di politica industriale accresce l’incertezza e favorisce una riorganizzazione delle relazioni economiche lungo direttrici anche geopolitiche. La nuova politica tariffaria degli Stati Uniti costituisce uno dei principali fattori di discontinuità del 2025 e accentua i rischi di frammentazione dell’economia mondiale. E’ quanto si legge nel 40esimo rapporto dell’Ice sul 2025-2026.
In questo scenario, il sistema esportatore italiano conferma una significativa capacità di tenuta. Dopo la sostanziale stabilità del valore delle esportazioni nel 2023 e la lieve flessione del 2024, nel 2025 l’export di merci è tornato a crescere del 3,3%, raggiungendo 643 miliardi di euro: 163 miliardi in più rispetto al 2019. La dinamica è risultata superiore a quella media dell’Unione Europea e delle sue principali economie, consentendo all’Italia di diventare il quinto esportatore mondiale di merci contendendo al Giappone la quarta posizione. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla farmaceutica e, in misura più contenuta, dai metalli e dall’agroalimentare, a fronte delle difficoltà di alcuni comparti tradizionalmente rilevanti, tra cui macchinari, autoveicoli e sistema moda.
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