“L’Italia si conferma tra i protagonisti del settore, grazie a un modello industriale fondato su innovazione, integrazione di filiera e produzioni ad alto valore aggiunto, che contribuisce per il 2,4% al valore aggiunto manifatturiero nazionale, con un’incidenza superiore rispetto a quella che si registra in Francia e Germania”. Lo dice il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli e lo riporta Il Sole 24 Ore. Ma occorre una revisione dell’Ets “che già incide per il 4% sul fatturato di un settore che opera con impianti utilizzati al 75%, in cui i costi energetici pesano per l’11,6 per cento. La riduzione del 50% dei benchmark per l’assegnazione delle quote gratuite farebbe aumentare il peso dei costi della CO2 da circa 1 miliardo nel quinquennio, pari al 10% del valore aggiunto, fino al 13 per cento. A questo si aggiunge un costo del gas che potrebbe attestarsi tra il 15 e il 20% nel 2026”, evidenzia Poli.
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