“Abbiamo iniziato bene l’anno ,ma la partita è lunga. Bisogna sempre partire dai numeri che impongono disciplina e traguardi da superare. Sono stati buoni nel primo trimestre, risultato di una strategia sviluppata nel tempo con disciplina e determinazione. Certo, c’è l’incognita geopolitica ma il trend delle vendite in Medio Oriente, la zona più calda delle tensioni, in queste settimane è superiore alle attese. Così Gildo Zegna, presidente esecutivo dell’omonimo gruppo che quest’anno festeggia i 116 anni di storia, in un colloquio con il Corriere L’Economia. Le tensioni geopolitiche non rallentano gli investimenti, “anzi in questi casi bisogna reagire. Abbiamo sempre investito tra il 5% e 6% del fatturato e quest’anno potremmo aumentare verso il 7% l’impegno. Un imprenditore non si deve fermare: serve coraggio e spirito pionieristico. Deve prendere decisioni e anche commettere errori. Ma andare avanti. Adesso guardiamo all’appuntamento di giugno a Los Angeles dove ricreiamo Villa Zegna dopo averlo fatto a Shanghai, New York, Dubai e Milano. L’obiettivo è coltivare la relazione con i nostri clienti. Li dobbiamo andare a cercare, offrendo prodotti ed esperienze esclusive. Magari hanno rallentato la spesa in Medio Oriente ma li ritroviamo a New York, Londra, Milano e poi in località come Montecarlo quando vanno in vacanza. In ogni città offriamo loro novità. D’altronde, il 50% del retail del marchio Zegna nasce dal cosiddetto outreach, cioè dagli appuntamenti a casa del cliente, mentre circa il 15% viene dai prodotti su misura acquistati anche attraverso eventi come Villa Zegna. Avendo un rapporto diretto il cliente, basandoci sui dati conosciamo molto dei loro gusti”. E ancora: “Se non avessimo pensato di accelerare anni fa in Nordamerica oggi non avremmo quei risultati che nel trimestre hanno visto una crescita del 17% delle vendite per il marchio Zegna. Discorso simile vale anche per America Latina. Per questo è fondamentale la visione di lungo periodo legata a un’esecuzione veloce, think slow and act fast”.
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