Mentre l’Europa continua a bruciare, con enormi roghi che colpiscono soprattutto i Paesi del Mediterraneo come Spagna, Francia e Grecia, una nuova inchiesta condotta da Miir nell’ambito dello European data journalism network – a cui aderisce e ne dà riscontro Il Sole 24 Ore – ricostruisce l’andamento degli incendi in Europa attraverso i dati del sistema europeo Effis.
Il quadro italiano non è rassicurante – si legge -: nel 2025 sono andati a fuoco 94.456 ettari, pari a cinque volte la superficie del comune di Milano. Nel 2021 erano andati in fumo addirittura 157mila ettari. L’anno scorso i roghi sono stati più frequenti, ma hanno avuto dimensioni inferiori: ogni incendio ha bruciato in media 55 ettari, a fronte di una media europea di 191.
Come sottolineato da Openpolis che ha ripreso i dati Edjnet, nel nostro Paese si verifica più di un terzo degli incendi di tutta Europa (36%), ma la superficie bruciata si riduce al 10% del totale. A crescere è proprio il numero di eventi, che nel 2025 ha superato per la prima volta i 1.700 casi in Italia. Nel 2024 erano stati 1.343. Il rischio incendio aumenta a causa della siccità e delle ondate di calore che portano le temperature fin sopra i 40 gradi. Quando queste due condizioni si uniscono al vento forte le fiamme possono durare per settimane. I cosiddetti megafire, ossia gli incendi che superano i 10mila ettari, si stanno diffondendo sempre di più: nel solo 2025 in Europa se ne sono verificati 18.
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