“Prima il caro-energia poi la guerra in Ucraina hanno spinto al rialzo i prezzi al dettaglio nel comparto alimentare, al punto che oggi fare la spesa costa quasi un quarto in più rispetto al 2021. Ma quando l’effetto di queste emergenze è terminato, i listini non sono tornati alla normalità, dando vita ad una forma di speculazione sulla pelle dei consumatori”. Lo denuncia il Codacons, commentando i dati dell’Istat sui rincari del 24,9% per i beni alimentari. “A partire dal 2021 il forte aumento dei prezzi dell’energia ha incrementato i costi a carico di imprese e industrie del settore, scaricati sui consumatori finali attraverso una considerevole crescita dei listini al dettaglio – spiega l’associazione – E’ stato poi il turno della guerra in Ucraina, che ha portato ad una fiammata delle quotazioni internazionali delle materie prime con inevitabili ripercussioni sui prezzi al pubblico di una miriade di prodotti alimentari”. Per questo l’associazione chiede oggi “l’intervento di Antitrust e Mister Prezzi, affinché avviino una approfondita indagine sull’andamento dei listini alimentari in Italia, volta ad individuare possibili anomalie nella formazione dei prezzi a danno dei consumatori italiani”.
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