L’inflazione italiana tornerà sopra il 2% nel 2026, soprattutto per effetto della maggiore esposizione del Paese agli shock energetici. È quanto emerge dalla consultazione Article IV del Fondo monetario internazionale sull’Italia. Secondo il rapporto del Fmi, l’inflazione al consumo è attesa al 2,9% nel 2026, per poi rallentare al 2,4% nel 2027 e al 2,3% nel 2028. Gli esperti in particolare sottolineano che la dipendenza italiana dai combustibili fossili importati rappresenta un elemento di vulnerabilità in presenza di nuove tensioni sui mercati energetici. Un eventuale aggravamento del quadro geopolitico, avverte il Fmi, potrebbe esercitare ulteriori pressioni sui prezzi, irrigidire le condizioni finanziarie e indebolire fiducia e attività economica.
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