“Nello scenario di base presentato nel Bollettino economico si è ipotizzato che le tensioni associate alla guerra si mantengano ancora elevate nei primi mesi di quest’anno, per ridursi gradualmente lungo l’orizzonte di previsione. Nel 2023 il Pil rallenterebbe nettamente, allo 0,6 per cento; la crescita tornerebbe poi a rafforzarsi nel prossimo biennio, grazie all’accelerazione delle esportazioni e della domanda interna, che beneficerebbe della diminuzione delle pressioni inflazionistiche e dell’incertezza. L’inflazione, salita oltre l’8,5 per cento nella media del 2022, scenderebbe di due punti quest’anno e più decisamente in seguito, portandosi al 2 per cento nel 2025”. Così è intervenuto Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, presso ‘Ambrosetti club, phygital meeting’.
Torna a volare il prezzo del Brent che sfiora il 109 dollari al barile (108,60)…
Sfiora di nuovo i 50 euro al megawattora (49,42) il prezzo dei future al Ttfr…
"Il conflitto in Medio Oriente, che ha determinato il più ampio shock dell’offerta energetica mai…
"Nell'economia di oggi l'attenzione è concentrata, non vi rivelo nulla, sul mercato dell'energia. L'energia costituisce…
"Le tensioni sui mercati energetici preoccupano non solo per l’impatto immediato su inflazione e crescita,…
Non è un giovedì positivo per i metalli preziosi. A metà mattinata loro perde il…