“Le sedi diplomatiche italiane in Iraq restano aperte, sia l’ambasciata a Bagdad che il consolato generale a Erbil. Abbiamo alleggerito di circa il 10% il personale, come del resto ha fatto in misura maggiore, anche la missione militare”, Così l’ambasciatore italiano in Iraq Niccolò Fontana in un colloquio con Il Corriere della Sera. “Sentiamo distintamente il rumore delle esplosioni dalla nostra zona protetta nell’ambasciata. Quella americana si trova a circa 500 metri da noi. E quest’ultima notte si udivano netti i rombi dei loro sistemi antiaerei. Siamo in allerta, ma anche ben difesi dalla struttura corazzata della nostra sede e dai Carabinieri. Siamo pienamente operativi”, racconta. Non ci sono in. vista progetti di evacuazione: “Nessuno. Siamo in continuo contatto con il ministro Tajani e l’Unità di crisi a Roma, assistiamo i pochi connazionali rimasti nel Paese, circa 300 compresi i dipendenti della Farnesina, esclusi militari”.
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