Secondo le ultime proiezioni della Bce legate alla crisi mediorientale, le quotazioni del petrolio e del gas aumenterebbero in misura significativa ove il conflitto dovesse esercitare un impatto più duraturo sull’offerta di energia. Lo scenario di base ipotizza che le medie trimestrali delle quotazioni del petrolio e del gas europeo raggiungano un massimo di circa 90 dollari statunitensi al barile e 50 euro per megawattora rispettivamente nel secondo trimestre del 2026, per poi diminuire a un ritmo relativamente rapido nei trimestri successivi. Nello scenario avverso le interruzioni dell’offerta innescano bruschi rincari ulteriori dell’energia, con il prezzo del petrolio che sale a quasi 120 dollari al barile e quello del gas che si avvicina a 90 euro per megawattora nel secondo trimestre del 2026. Tuttavia, poiché si assume che i volumi di offerta tornino rapidamente su livelli normali, i prezzi iniziano a diminuire dal quarto trimestre del 2026, convergendo verso le ipotesi dello scenario di base entro il terzo trimestre del 2027. Lo scenario avverso ipotizza che nel secondo trimestre del 2026 il 40% dei flussi di petrolio e di Gnl in transito attraverso lo Stretto di Hormuz risulti perturbato, principalmente a causa della chiusura dello Stretto, senza gravi danni alle infrastrutture energetiche (oltre a quelli pregressi).
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