Secondo le ultime proiezioni della Bce legate alla crisi mediorientale, le quotazioni del petrolio e del gas aumenterebbero in misura significativa ove il conflitto dovesse esercitare un impatto più duraturo sull’offerta di energia. Nello scenario più moderato, il prezzo del petrolio scende a 88 dollari al barile e quello del gas a 41 euro per MWh nel terzo trimestre del 2026, rimanendo circa il 5-20% al di sotto dei livelli di riferimento per tutto l’orizzonte temporale considerato. Questa traiettoria prevista riflette probabilmente le aspettative degli investitori, secondo cui il conflitto potrebbe risolversi molto rapidamente, portando a una rapida normalizzazione dei mercati globali del petrolio e del gas e a un ritorno dei prezzi ai livelli prebellici entro la fine del 2026. Nello scenario avverso, il prezzo del petrolio sale a 122 dollari al barile e quello del gas a 60 euro per MWh nel terzo trimestre, rimanendo poi intorno al 20-30% al di sopra dei livelli di riferimento per tutto l’orizzonte temporale considerato, riflettendo probabilmente le aspettative del mercato di un conflitto più prolungato rispetto a quanto ipotizzato nello scenario di base. Nello scenario più grave, rispetto allo scenario di riferimento, i prezzi del petrolio aumentano di circa il 60% e quelli del gas raddoppiano, raggiungendo rispettivamente 166 dollari al barile e 98 euro per MWh nel terzo trimestre.
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