Secondo le ultime proiezioni della Bce, gli effetti derivanti dalla crisi mediorientale e dai rincari dell’energia saranno diversi a seconda degli scenari. In particolare per il Pil dell’eurozona si stima un +0,6% nel 2026 e +1,2% nel 2027 con scenario avverso, +0,4% e +0,9% se grave. Lo scenario avverso ipotizza che l’impatto sull’economia dell’area dell’euro sia di natura temporanea e che parte degli effetti inflazionistici venga meno, riflettendo il profilo transitorio degli shock. Tali effetti agiscono principalmente attraverso una riduzione del reddito disponibile reale dovuta ai maggiori costi dell’energia, all’indebolimento della domanda esterna e all’inasprimento delle condizioni finanziarie che incide sulle decisioni di investimento. Secondo le simulazioni, la crescita del Pil è inferiore di circa 0,3 punti percentuali rispetto allo scenario di base nel 2026 e di circa 0,1 punti percentuali nel 2027.
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