Secondo le ultime proiezioni della Bce, gli effetti derivanti dalla crisi mediorientale e dai rincari dell’energia saranno diversi a seconda degli scenari. Nello scenario di base, il Pil dell’area euro crescerebbe dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028. La revisione è leggermente al ribasso rispetto alle proiezioni precedenti, soprattutto per l’impatto della guerra in Medio Oriente e del conseguente shock energetico. Anche in questo caso, la Bce costruisce scenari alternativi. In uno scenario favorevole, con rapido miglioramento del quadro energetico, la crescita risulterebbe lievemente più alta rispetto al caso base, sostenuta dal recupero dei consumi e del reddito reale. Nello scenario avverso, invece, il Pil rallenterebbe allo 0,7% nel 2026, allo 0,9% nel 2027 e al +1,5% nel 2028, mentre nello scenario più severo la crescita si indebolirebbe in modo più marcato, fino allo 0,5% nel 2026 e allo 0,4% nel 2027, con una ripresa solo parziale nel 2028 (+1,6%).
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