Sono proseguiti gli aumenti dei prezzi dei fertilizzanti innescati dallo scoppio del conflitto in Medioriente. Secondo la Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti), i futures dell’urea quotati al Cme (fob Middle Coast) hanno raggiunto a metà aprile gli 830 dollari/tonnellata, registrando un balzo del +71% rispetto al periodo antecedente allo scoppio del conflitto. “Sebbene i Paesi del Golfo abbiano un ruolo trascurabile come fornitori dell’Italia di fertilizzanti, compresi gli azotati, si è osservata un’ulteriore crescita dei prezzi anche nelle Borse Merci italiane”, spiega la Bmti. Rispetto alla settimana 23-27 febbraio, l’urea è cresciuta del +43% e consistente è anche il rialzo rilevato per il solfato di ammonio e il nitrato di ammonio superiore al +20%. “Nonostante i timori sull’aumento dei costi energetici e logistici e sul possibile impatto della minore disponibilità di fertilizzanti sulle superfici seminate (e sui futuri raccolti) di cereali, i rialzi delle quotazioni internazionali di grano e mais a marzo sono stati complessivamente limitati, risentendo di un’offerta che rimane ampia a livello mondiale”, avvertono gli analisti della Bmti.
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