Il forte aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti, in particolare del gasolio, insieme alla crescita del gas e alle interruzioni nelle catene di approvvigionamento, sta determinando un incremento dei costi energetici, di trasporto e di imballaggio a carico delle imprese del settore agroalimentare, con il rischio concreto di una trasmissione sui prezzi lungo la filiera fino al consumo. Lo conferma la Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti), che in occasione di Tuttofood ha condotto un’analisi sull’andamento attuale dei prezzi all’ingrosso nel settore agroalimentare alla luce del conflitto in Medio Oriente.
Tra gli input produttivi che hanno mostrato forti aumenti va segnalato il gasolio agricolo, che, sulla base delle ultime rilevazioni della Camera di commercio di Milano, mostra un aumento del +42% rispetto alla settimana antecedente lo scoppio del conflitto. “Nonostante alcuni segnali di rallentamento nell’ultima settimana, i prezzi dei fertilizzanti rimangano su livelli elevati”, si spiega. In particolare, i prezzi dell’urea sono superiori di quasi il +50% rispetto allo scoppio del conflitto.
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