“La premier tenta in modo furbo di far vedere che condividiamo la responsabilità e stiamo tutti insieme. Mentre lei sta con Trump e noi no. Non vorremmo che finisse come con le riforme costituzionali, quando ci convocò a Palazzo Chigi e poi non l’abbiamo più sentita. Stavolta vogliamo prima delle risposte chiare”. Così Francesco Boccia, esponente Pd, in un colloquio con La Stampa. “Innanzitutto, non può continuare con l’ossimoro che ‘non condivide, ma non condanna’ l’attacco americano e israeliano all’Iran, contro il diritto internazionale. Poi deve assicurare che le basi militari in territorio italiano non saranno usate fuori dagli accordi bilaterali con gli Stati Uniti. Serve un impegno sul fatto che non ci faremo trascinare in questa follia di Trump”, aggiunge. E se la premier non prende questo impegno è per “ideologia. Nel nuovo disordine mondiale prodotto da Trump e Netanyahu, persino le grandi potenze come la Cina, principale acquirente del petrolio iraniano, evitano di ideologizzare le alleanze. Solo l’Italia fa il contrario: ideologizza l’atlantismo di Trump e lo subisce, danneggiando l’Europa”. Boccia sostiene di aver visto Meloni “sottotono, in Senato mi è sembrata una passante, una commentatrice, che descrive il quadro e si ferma lì. Ormai il metodo Meloni è delegare l’imbarazzo. Quando la situazione si fa difficile, la presidente del Consiglio sparisce. Sulla politica estera ha delegato Tajani e Crosetto, sul caso Almasri il ministro Nordio e tutti hanno solo moltiplicato l’imbarazzo”.
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