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Iran, Cavo Dragone: La Nato respingerà le minacce anche nel Mediterraneo

“Con il conflitto in Ucraina avevamo già visto la velocità con cui si propagano le crisi. Sono sempre più difficili da contenere: in pochi giorni la guerra si è estesa dal Golfo fino al Mediterraneo, con effetti su scala mondiale. Questa portata globale non è soltanto una questione di tecnologia militare ma politica. L’Occidente è in contrapposizione con l’Asse del Male, di cui l’Iran fa parte se non è addirittura il burattinaio, che costituisce una sfida alla nostra sicurezza, al nostro modello di vita, insomma, alle nostre democrazie”. Così l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, chairman del Comitato militare della Nato ed ex capo di Stato maggiore della Marina e di tutta la Difesa. In un colloquio con Repubblica spiega: “Deve essere chiaro che non esiste una minaccia che l’Occidente e la Nato non siano in grado di affrontare, con una cooperazione sempre più stretta con l’Ue e con l’Onu. Su certi argomenti ci possono essere opinioni differenti. Ma la coesione dell’Alleanza è un dato fuori discussione. C’è in gioco la credibilità dell’Occidente”. E ancora: “Come chairman del comitato militare ci sono due diversi piani: uno è quello operativo, l’altro è quello strategico. La Nato continua a rafforzare la vigilanza e la protezione. Abbiamo integrato la difesa aerea, condividiamo l’intelligence e proteggiamo le infrastrutture critiche. E mi sembra opportuno sottolineare l’efficacia della risposta: l’abbiamo vista nella difesa della Turchia, intercettando i due missili iraniani”. Sui tempi della guerra, Cavo Dragone non prende posizione: “È difficile sbilanciarsi. Ci sarà da vedere come gli Stati Uniti e Israele valuteranno gli effetti raggiunti sul campo. La Nato non è coinvolta nelle operazioni belliche e non disponiamo della loro profondità di analisi della situazione specifica”. E ancora: “Il Mediterraneo è un fronte vitale per la sicurezza globale: ci passano tutte le merci, dalle materie prime all’energia, e la connessione con la crisi nel Golfo è sotto gli occhi di tutti. La nostra strategia sul Fronte Sud punta a contrastare terrorismo e instabilità, proteggere infrastrutture critiche ed energia, garantire sicurezza marittima e capacità di risposta a crisi improvvise come questa”.

redazione

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