“Ho l’impressione che dopo la guerra dei 12 giorni l’Iran si sia riorganizzato e in qualche modo prevedendo la tattica della decapitazione come un elemento del conflitto abbia messo in conto di avere la leadership continuamente decapitata”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, all’Aria che Tira su La7.
“Quindi – spiega – si è dato un altro sistema di organizzazione. L’abbiamo visto nella reazione militare. Per i primi 3-4 giorni l’Iran è stato senza occhi, l’avevano decapitato e quindi nessuno si muoveva. Questa volta cosa è successo? Nonostante sia stata colpita addirittura la Guida Suprema hanno iniziato a reagire perché hanno cambiato completamente l’organizzazione, l’hanno suddivisa in decine di comandi, ognuno autonomo, con degli ordini ben precisi in caso di attacco o di guerra e questo ha fatto sì che anche decapitando, anche togliendo figure importantissime del regime, ci sia stata una reazione comunque da tutti coloro che potevano averla, quindi attacchi perché ognuno aveva il target individuato, alcuni paesi stranieri, altri Israele o le basi americane. Quello è quello che è successo fino adesso”.
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