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Iran, Crosetto: Ora nostri militari al sicuro. Sul Libano decideremo con Onu

“Avremmo dovuto attaccarlo? Avrebbe dato qualcosa di più anche solo a un cittadino?”. Si domanda Guido Crosetto, ministro della Difesa, parlando di Donald Trump. Nel colloquio con Il Corriere della Sera spiega: “Come ha detto il presidente Meloni, noi non eravamo al tavolo sull’uranio, che è saltato, e non abbiamo elementi per giudicare se è vero, come hanno detto Usa e Israele che gli iraniani erano a due mesi dalla realizzazione di un’arma atomica. Loro sostengono che su quel pericolo si fondi la legittimità del loro intervento. Viviamo un’epoca così difficile anche perché alcuni problemi li pongono Paesi che sono alleati e amici da sempre, ai quali dobbiamo la nostra democrazia e libertà. Non possiamo far saltare alleanze strategiche e inscindibili in momenti così delicati. A volte bisogna mantenere la lucidità, tacere, non polemizzare, ma agire con tutti i mezzi che abbiamo”. Poi Crosetto parla dei rischi a cui vanno incontro i nostri soldati: “I nostri militari sanno sempre di correre rischi quando sono in missione. Sono militari. Lo erano anche prima e lo sono sempre. Ce ne accorgiamo solo quando accade qualcosa. Il rischio dipende da dove e per cosa le nostre forze sono dislocate. Per quanto riguarda Erbil, dove è stata attaccata una base della coalizione dell’Operazione Inherent Resolve, avevamo già iniziato una riduzione del personale civile e militare. Una parte è stata spostata, 102 persone sono tornate in Italia, 75 in Giordania, per i restanti si sta organizzando uno spostamento via terra per tornare in Italia perché nell’intera zona non si può volare. Il mio primo assillo, è la messa in sicurezza di tutti. Per le altre missioni è diverso”. Ovvero il Libano: “Lì ci sono 1.300 persone, è in atto una valutazione costante per monitorare con l’autorità libanese, le Nazioni Unite e la controparte israeliana se esistono le condizioni per continuare la missione o no. Dovremmo saperne di più a ore perché il segretario generale dell’Onu ora è a Beirut e perché è chiaro che una cosa è una missione di pace, altra la presenza in un territorio dove la guerra è in corso”.
Infine Crosetto ammette la preoccupazione per la reazione dell’Iran agli attacchi di Usa e Israele: “Molta. Io non so se li abbia colti di sorpresa. Una reazione forte penso fosse messa in conto. Credo che l’obiettivo sia di costringere l’Iran a rinunciare definitivamente all’arricchimento dell’uranio per scopi bellici. Era meno atteso che Teheran reagisse colpendo anche i Paesi vicini, allargando il conflitto regionale e creando una crisi energetica globale, visto che attraverso Hormuz passa il 20% dell’approvvigionamento di gas e petrolio mondiale. Ma una volta che Usa e Israele si sono poste nelle condizioni di essere accusate di essere fuori dal diritto internazionale le reazioni sono aumentate”.

redazione

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