Maryam Rajavi — presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri) in esilio a Parigi — sostiene in un dialogo con il Corriere della Sera che dopo l anomina del figlio di Khamenei “il regime è diventato una monarchia ereditaria. È l’ennesimo furto della sovranità della Repubblica Popolare Iraniana a dimostrazione che una vipera non genera una colomba. Mojtaba, insieme a suo padre, è stato tra i principali artefici della repressione, dell’esportazione del fondamentalismo e del terrorismo e del saccheggio delle ricchezze”. Poi una riflessione sulla guerra: “Sebbene una guerra esterna possa infliggere colpi pesanti al regime, il suo rovesciamento e il cambiamento reale sono possibili solo attraverso il popolo e una resistenza organizzata. Non vi è alcun bisogno di interventi esterni”. Per Rajavi “in Iran si combatte una battaglia storica: da un lato il popolo e una resistenza diffusa e organizzata, dall’altro la teocrazia al potere. Il popolo iraniano reclama questo cambiamento. Il mondo ne ha avuto prova nel mese di gennaio, quando l’insurrezione si è levata in centinaia di città e le voci della popolazione hanno risuonato come un grido collettivo di libertà e di democrazia”.
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