“In questa crisi nel Golfo Persico l’Europa risulta molto vulnerabile. Ed è per questo che Italia e Francia devono mantenere i conti pubblici in ordine”. Così Raphaël Gallardo, capo economista della boutique finanziaria francese Carmignac, in un colloquio con La Stampa. “L’Europa è stata colpita più di chiunque altro perché era la struttura che aveva ottimizzato al massimo il vecchio mondo. La nostra prosperità post 1945 si basava sulla Pax Americana e sul consenso di Washington, un modello dove le identità nazionali venivano sciolte in favore di un mercato globale aperto. Eravamo dipendenti dalla Russia per l’energia, dalla Cina per la manifattura e dagli Stati Uniti per la difesa. Oggi tutti questi pilastri sono crollati. Il ritorno del populismo è la reazione a questo fallimento”, spiega. E poi aggiunge: “Non credo che la soluzione sia ‘più Europa’ nel senso di un federalismo imposto. Per avere un’unione fiscale serve un’unione democratica, e non si può avere un’unione democratica tra nazioni che hanno secoli di storia divergente se manca un ‘demos’ comune. Un’integrazione fiscale forzata renderebbe l’Unione ancora meno democratica e verrebbe rigettata. La priorità oggi è che i leader nazionali recuperino credibilità economica a livello nazionale”.
Gallardo poi sottolinea come “la Francia e l’Italia devono correggere la spesa pubblica; il Regno Unito deve definire un nuovo modello post Brexit; la Germania deve limitare il peso che le considerazioni legate all’export automobilistico verso la Cina hanno nelle proprie scelte di politica estera. Solo se i leader nazionali tornano a essere credibili potranno sedersi a un tavolo e ricostruire una ‘fortezza economica’ continentale. L’unica cosa che oggi unisce l’Europa è la paura di questo nuovo mondo hobbesiano, ma è una base troppo fragile per costruire il futuro”.
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