I missili dei Pasdaran nelle Isole Chagos “hanno sorpreso tutti”, a cominciare “da Israele”, per questo “inquietano”. L’incubo è “un’escalation imprevista”. Sono queste le riflessioni del generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, un un colloquio con La Stampa. “La Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante. Significa che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”, approfondisce. Il problema, ora, è l’allargamento del raggio della minaccia: “Prima di tutto bisogna capire bene di che cosa si tratta: come è emerso questo missile a così lunga gittata? Era a due stadi, quindi ‘anomalo’: è un sistema già in produzione? È stato fornito da altri? Oppure è legato a una modifica di vettori già esistenti, magari nati per portare satelliti nello spazio? Detto questo, una cosa è certa: questa capacità, almeno sulla carta, esiste”, spiega Tricarico. “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia – questo cambierebbe poco le dinamiche – ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania. In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Che porta a una domanda: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica? Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.
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