Il conflitto con l’Iran sta scatenando uno ‘tsunami’ economico sul carrello della spesa in Israele, con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile. Come riporta Calacalist, citato da Ice Tel Aviv, ol Gruppo Mpp, fornitore dei giganti alimentari come Tnuva e Strauss, ha annunciato rincari fino al 35% sui listini degli imballaggi in plastica. L’aumento colpirà prodotti di largo consumo come yogurt, formaggi, carni e stoviglie monouso, a causa dell’esplosione dei costi dei polimeri, cresciuti fino al 70%. Oltre ai prezzi delle materie prime, pesano i costi logistici: il trasporto di un container dall’Oriente è balzato da 1.500 a 4.000 dollari. Molti fornitori globali hanno dichiarato lo stato di “forza maggiore”, annullando gli ordini esistenti e aggravando la carenza di scorte. L’Associazione dei Produttori avverte che, con le navi che iniziano a evitare i porti israeliani, il rischio di scaffali vuoti e prezzi fuori controllo è ormai concreto. Anche i settori dell’edilizia e dell’agricoltura subiranno duri colpi, rendendo il paniere dei beni di consumo sempre più insostenibile per le famiglie.
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