“Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è persona molto cauta. Calcola ogni rischio. Se ha scelto di attaccare in questo momento evidentemente era pronto. Ha visto una finestra in cui tutti i tasselli del suo piano erano al posto giusto”. Così Yehudah Mirsky, professore di Studi mediorientali della Brandeis University che ha lavorato per anni all’Ufficio diritti umani del dipartimento di Stato americano durante l’amministrazione Clinton. In una intervista a Repubblica aggiunge: “Dubito che l’attacco all’Iran sia una distrazione legata a questioni contingenti. Se Netanyahu ha fatto ora qualcosa di cui parla da anni è perché ha avuto luce non dico verde ma almeno gialla dagli Stati Uniti. Gli atti estemporanei non gli appartengono. So che tanti lo considerano un guerrafondaio, ma da premier non è andato in guerra poi così spesso. Perché non crede agrandi campagne militari come non crede a grandi iniziative di pace. È uno scettico. E un opportunista. Ha certo prolungato la guerra di Gaza per motivi di sopravvivenza politica. Ma l’Iran è un’altra storia. Ha colto un momento strategicamente propizio”.
Nel settore ortofrutticolo si registra un calo dell’11,2% rispetto alla scorsa settimana per i prezzi…
"Continuo a ritenere che sul piano geopolitico l'Europa non abbia molto da guadagnare da una…
"Come gli altri paesi europei, aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani,…
“La missione del Presidente del Consiglio nel Golfo rappresenta un momento di rilievo per le…
"La scelta della Presidente del Consiglio Meloni di visitare nelle prossime ore i leader dei…
Alla vigilia di Pasqua, dopo il consiglio dei ministri che vara il nuovo Dl Carburanti…