“Il numero dei voli partiti dalle basi italiane non determina automaticamente il livello di coinvolgimento dell’Italia nell’operazione. E’ necessario distinguere fra supporto logistico, previsto dagli accordi Nato, e la partecipazione diretta alle operazioni militari. Quest’ultima non c’è stata. Dalle basi italiane non è partito nessun velivolo per azioni cinetiche, ovvero di attacco all’Iran. Io stesso, quando ero ai vertici dell’Aeronautica, ho autorizzato missioni di questo tipo, in base a quanto deciso dal governo”. Così a La Stampa Pasquale Preziosa Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica fra il 2013 e il 2016. E ancora: “Non conta quanti aerei decollano, semmai perché decollano, e in base a quali regole di ingaggio. Il caso dei voli non autorizzati da Sigonella dimostra che questa distinzione è fondamentale. Dirò di più: all’inizio di quel conflitto agli americani fu detto da subito che i voli dalle nostre basi sarebbero stati autorizzati solo in base alle norme in vigore. Se si fosse trattato di attacchi cinetici, non sarebbe stato possibile farli partire, perché privi di un voto parlamentare”.
"L'Unione Europea e i suoi Stati membri hanno fornito 200 miliardi di euro in sostegno…
"Era il 2020 quando Mark Rutte rassicurava gli operai olandesi promettendo che non avrebbe dato…
"L'Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal Segretario Generale della NATO come partecipanti all'aggressione…
Almeno 212 decessi registrati tra domenica e mercoledì possono essere attribuiti all'ondata di calore che…
Sono state 4 associazioni di categoria, rappresentanti di circa 194mila aziende, e 10 grandi aziende…
A partire da marzo, "gli indicatori di breve periodo sono diminuiti, segnalando chiaramente l’impatto negativo…