“Il numero dei voli partiti dalle basi italiane non determina automaticamente il livello di coinvolgimento dell’Italia nell’operazione. E’ necessario distinguere fra supporto logistico, previsto dagli accordi Nato, e la partecipazione diretta alle operazioni militari. Quest’ultima non c’è stata. Dalle basi italiane non è partito nessun velivolo per azioni cinetiche, ovvero di attacco all’Iran. Io stesso, quando ero ai vertici dell’Aeronautica, ho autorizzato missioni di questo tipo, in base a quanto deciso dal governo”. Così a La Stampa Pasquale Preziosa Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica fra il 2013 e il 2016. E ancora: “Non conta quanti aerei decollano, semmai perché decollano, e in base a quali regole di ingaggio. Il caso dei voli non autorizzati da Sigonella dimostra che questa distinzione è fondamentale. Dirò di più: all’inizio di quel conflitto agli americani fu detto da subito che i voli dalle nostre basi sarebbero stati autorizzati solo in base alle norme in vigore. Se si fosse trattato di attacchi cinetici, non sarebbe stato possibile farli partire, perché privi di un voto parlamentare”.
Visita di Stato lampo per Giorgia Meloni in Repubblica Ceca. La premier, nel tardo pomeriggio…
“Sono stata molto contenta dell'adesione sull'iniziativa del carburante prima, appunto, di... di Eni, poi di…
“Nel piano noi abbiamo individuato alcuni ambiti di interesse comune, ambiti sui quali intendiamo lavorare…
Nel quarto trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in…
L’offerta a prezzo fisso 'Digital luce' di Enel, della durata di due anni, con i…
"Dall'inizio della guerra" in Iran, "l'Ue ha già pagato oltre 100 miliardi di euro in…