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Iran, scrittore Cercas: Il diritto internazionale calpestato da Trump e Putin

“Tutti noi sogniamo un mondo retto dal diritto internazionale, almeno per me è così. Ma quel diritto Donald Trump e Vladimir Putin lo stanno distruggendo perché entrambi riconoscono un’unica regola, quella del più forte. Ho da subito ritenuto inaccettabile l’aggressione della Russia all’Ucraina, e penso lo stesso di quel che sta accadendo adesso”. Lo dice in una intervista a Repubblica lo scrittore spagnolo Javier Cercas. “Credo si tratti di un regime atroce, che andava fermato in un modo diverso. Non possiamo rassegnarci all’idea che il diritto internazionale valga per qualcuno e non per qualcun altro, perché questo ci lascia tutti indifesi. Si doveva reagire con le sanzioni, con un vero embargo”, prosegue. Sono strumenti già usati “ma che potevano essere rafforzati e resi più efficaci. Le persone come me pensano che sia meglio vivere in un mondo in cui ci sono regole e non capisco come si possa condannare quello che succede in Ucraina o a Gaza e invece accettare quello che fa Trump in Iran”.
Cercas poi spiega: “Se fossi Sánchez, metterei al lavoro la diplomazia perché questo non avvenga. Gli scambi tra Spagna e Stati Uniti valgono 46 miliardi di dollari, è una cifra enorme ed è indispensabile lavorare per salvaguardare famiglie e imprese. Ma, dall’altra parte, sento alla televisione spagnola e leggo sui giornali del mio Paese che Sánchez starebbe facendo tutto questo perché gli conviene elettoralmente”. Affrontare Trump porterebbe consenso: “Forse sì, ma io mi chiedo: e con questo? Chi se ne frega? Se fare una cosa buona dà un guadagno dal punto di vista elettorale, a me va bene. Il problema è quando quel guadagno arriva dal fare cose malvagie. Se Sánchez avrà un beneficio dopo aver preso una posizione corretta, non potrò che dirgli bravo. E io non sono un suo fan, l’ho votato, ma in seguito anche molto criticato. È questo che bisognerebbe fare con i governi: saperli giudicare per quello che fanno. Essere settari non porta niente di buono e non è il mio modo di pensare”.

redazione

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