“Il voto islandese non è per forza il segnale di una tendenza più ampia. Nessuna apocalisse. Anzi, l’Unione europea può e deve essere il potere che frena, il katéchon che rallenta l’irrompere del caos”. Così il politologo Gilles Gressani in un colloquio con il Corriere della Sera. “Non si possono trarre conclusioni generali da un Paese con una demografia e un’economia molto particolari”, aggiunge. Per Gressani vince lo status quo: “Mi pare che sia questa la chiave. Il mondo si sta disgregando, il caos avanza, e prevale allora una sorta di istinto conservativo. Semplicemente, si preferisce non rischiare, non cambiare quel che c’è”.
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