Da oggi in Francia entra in vigore il sistema di penalità che introduce oneri da 50 centesimi a 12 euro a indumento, con l’obiettivo di promuovere un’industria tessile più sostenibile. E, di riflesso, di frenare l’ascesa di colossi definiti ‘ultra-fast fashion’, come i cinesi Shein, Temu e AliExpress, molto popolari sia nel Paese, sia in Europa. Lo riporta il Corriere della Sera, sottolineando come la legge, presentata per la prima volta oltre due anni fa, è stata approvata a inizio luglio e inaugura una tassa la cui entità si basa su un punteggio ecologico legato a diversi fattori: dall’ampiezza di prodotti offerti da queste aziende alla propensione verso la riparazione dei capi. Inoltre, la legge vieta la promozione dei marchi, anche tramite i contenuti degli influencer sui social media, e li equipara alle aziende di sigarette o di alcolici: sui loro siti dovranno comparire messaggi per promuovere un consumo moderato, oltre a consigli per riparare e riutilizzare i vestiti.
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