Come riporta il Corriere della Sera, l’affondo trumpiano piomba in Italia, e sul governo, quando sono passate da poco le 23. Si tratta di un colpo a freddo che nessuno si aspetta a partire dalla diplomazia italiana. La prima reazione generale è quella dello “sconcerto” davanti un post criptico che, con buone probabilità, vuole rifarsi all’intervista di Donald Trump a La7, di metà giugno, nella quale il tycoon aveva detto che Meloni al G7 gli aveva “fatto pena”, perché avrebbe cercato in tutti i modi di fare una foto con lui. La linea però non cambia, nemmeno in questo caso così estremo e con sfumature, per molti, anche sessiste: “Non reagiremo a questa provocazione”, è la prima reazione di Palazzo Chigi davanti al post su Truth sganciato da Trump alla vigilia del vertice Nato in cui rivedrà la presidente del Consiglio per chiedere conto agli alleati delle spese militari. L’idea è di non scendere su questo terreno di polemica, restando aderenti al merito dei dossier che coinvolgono l’Italia. Nella notte il ministro degli Esteri Antonio Tajani e Meloni si sentono per concordare, per il momento, la seguente strategia: ignorare questo ennesimo attacco immotivato e non contestualizzato. E, per giunta, personale.
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