DONALD TRUMP PRESIDENTE USA
“Ora stiamo entrando nella fase finale. All’alba inizia il D-Day economico: la più grande offensiva finanziaria mai sferrata contro un avversario. Il mondo deve capire che il nostro obiettivo è quello di recidere ogni ancoraggio economico che sostenga il regime tirannico finché Teheran non rimarrà sola“. Lo aveva scritto in un editoriale sul Financial Times Scott Bessent, segretario al Tesoro americano. E lo ha confermato in una conferenza stampa, poco dopo che il presidente Donald Trump aveva scritto su Truth che “l’Iran sta completamente crollando!“.
Per contribuire a questo ‘crollo’ paventato dal tycoon, gli Usa lanciano l’operazione Economic Outcast: “Una campagna senza precedenti contro la Repubblica Islamica dell’Iran e chi la sostiene – spiega Bessent –. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il D-Day segnò l’inizio storico di una campagna condotta insieme ai nostri alleati per colpire e cacciare il nemico dalle sue posizioni, comprese quelle in paesi terzi. Oggi, con lo stesso spirito, stiamo sferrando un attacco economico contro le connessioni finanziarie dell’Iran in tutto il mondo — in tutto il mondo“. “Il nostro obiettivo è recidere ogni linea di sostentamento economica che sostiene questo regime tirannico, finché Teheran non rimarrà isolata“. Un approccio che il segretario al Tesoro definisce a “tolleranza zero”, tanto che “qualsiasi entità che faciliti il riciclaggio di denaro per conto dell’Iran sarà espulsa dal sistema del dollaro statunitense. Il conto alla rovescia è appena iniziato“. “Il Dipartimento del Tesoro ha individuato ogni nodo, ogni intermediario e ogni rete che l’Iran ha utilizzato per contrabbandare petrolio ed eludere le sanzioni. A partire da oggi, le azioni del Dipartimento del Tesoro e di altre agenzie stringeranno il cerchio e bloccheranno ogni potenziale fonte di entrate che finanzia il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e il malvagio regime iraniano”, annuncia Bessent, secondo cui già in questi minuti sono in corso applicazioni di sanzioni verso oltre 60 entità, individui e navi in tutto il mondo che consentono al regime iraniano di procurarsi tecnologia nucleare e missilistica illecita, condurre operazioni informatiche e generare entrate petrolifere.
Nessuno sconto, quindi, neanche se le sanzioni secondarie dovessero colpire la Cina: “Vogliamo chiarire oggi, in questa sede, che nessuno è al di sopra della portata delle sanzioni statunitensi. Se facilitano transazioni e fanno parte dell’ecosistema che trasforma il petrolio iraniano in denaro, in repressione, saranno presi di mira. Riteniamo che il modo migliore per interagire con i Paesi sia attraverso la diplomazia discreta, e stiamo chiarendo le nostre aspettative con ogni Paese. Sappiamo chi sono, loro sanno chi sono, quindi quando il martello delle azioni del Tesoro degli Stati Uniti si abbatterà su di loro, non potranno incolpare nessuno se non se stessi“, chiude la porta Bessent.
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