“Mi dispiace molto per tutti i politici europei che devono avere a che fare con lui, perché è un bullo da quando aveva 11 o 12 anni, suo padre che era molto severo scoprì che si era procurato una serie di coltelli a serramanico e lo mandò in una scuola militare, dove penso che abbia imparato ancora di più come funziona il bullismo, subendolo lui stesso. Non appena capisce che c’è una apertura o che il lato opposto non ha la stessa forza che ha lui e che dipende da lui, va sempre più oltre. Ma anche se la gente dice che è impulsivo e pazzo, io penso che non sia così. La sua comunicazione è impulsiva ma non il suo pensiero e forse si sta preparando ad appoggiare politicamente qualcun altro, diverso da lei”. Lo dice in una intervista a il Corriere della Sera Ali Abbasi, parlando dell’ultimo attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni. Nato in Iran, residente in Danimarca, Abbasi è il regista di The Apprentice, film che esplora l’ascesa di Trump nel settore immobiliare di New York negli anni ‘70 e ‘80 e l’influenza su di lui del controverso avvocato di estrema destra Roy Cohn.
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