“Sul fronte demografico, il Paese ha perso circa 9 milioni di giovani under 30 rispetto agli anni ’80, con effetti diretti sulla capacità produttiva. La leva principale per contrastare il declino è l’aumento della partecipazione femminile al lavoro: un allineamento ai livelli europei consentirebbe, infatti, circa 290mila occupate in più all’anno per il prossimo decennio. Accanto alla quantità, pesa sempre di più la qualità del lavoro: le competenze crescono meno della domanda delle imprese e l’obsolescenza professionale riduce la produttività e la capacità di adattamento del sistema economico”. E’ quanto si legge nell’analisi dell’ufficio studi di Confcommercio presentata a Villa Miani a Roma.
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