“Siamo la patria della scienza mondiale, il primo servizio meteorologico è stato creato nei conventi della Toscana… Siamo stati il cuore della scienza del mondo e poi arriviamo a questo punto…”. Così Franco Prodi, già professore di Fisica dell’atmosfera a Ferrara e direttore del l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr. In una intervista a La Verità spiega. “Bisogna precisare innanzitutto che il cambiamento è connaturato al clima, che non può non cambiare. Questo evento, questa catastrofe idrologica o meteorologica, rientra tutta nella meteorologia. Quando abbiamo una bassa pressione, che nel caso era su Lazio e Basilicata, questa convoglia area umida-calda con circolazione in senso antiorario, e quindi arriva sull’Emilia Romagna con una direzione Est/Nord-Est e si trova di fronte tutta l’orografia, cioè l’Appennino tosco-emiliano da Rimini al Piacentino”. Prodi avverte: “Il consumo del suolo va assolutamente interrotto, ma per motivi di carattere più generale. È un problema che esiste, ma nella fattispecie non è fondamentale. Se dobbiamo tirare in campo un tema importante parlerei piuttosto della cura dei corsi d’acqua, e qui sono abbastanza in là negli anni per avere assistito al passaggio dalla gestione del Servizio idrologico nazionale alla gestione regionale”.
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