Per Simone Tagliapietra, ricercatore del think tank economico Bruegel Institute di Bruxelles e docente alla Johns Hopkins University, l’Europa per la transizione verde deve partire “in primo luogo alla diversificazione delle catene del valore e dalla creazione di partnership con Paesi che possiedono queste risorse. E con essi creare una capacità di processamento di questi minerali”. In un colloquio con il Corriere della Sera poi aggiunge: “In secondo luogo dobbiamo considerare la riduzione di domanda. L’attuale proiezione è basata sulle tecnologie in uso, ma se investiamo in ricerca e sviluppo e su apparecchi con basso impiego di metalli rari, risolveremo il problema alla radice. Lo vediamo già con la sostituzione delle batterie al litio con quelle allo stato solido”. E c’è il tema dell’economia circolare: “I cinesi hanno sviluppato ormai economie di scala, sul riciclo di batterie sono fra i primi al mondo. Dunque è possibile farlo e si farà sempre di più, anche in funzione dei costi dei minerali. E in Europa ci sono compagnie come Suez o Veolia che lo dimostrano. Investire in innovazione e ricerca permetterà di affrontare la richiesta sempre più alta di questi minerali”.
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